Quando si potrà tornare a viaggiare? Si intende, per scoprire. Non certo per lavoro, o quanto altro ci obblighi a recarci in luoghi non per viverli ma al più per fatturare. I travel addicted di tutto il mondo guardano ormai con nostalgia alle foto sul comodino o stampate al muro nella speranza di recuperare quel minimo di normalità che basta per prendere un aereo e andare lontano. I più “fortunati” sono riusciti a ritagliarsi una fuga in quella scorsa finestra estiva che ha però sancito in definitiva che allargare le maglie è un problema e non una soluzione.

Tre passi per tornare alla normalità

C’è una stima, una data per il ritorno alla normalità? Ne abbiamo sentite tante in questi giorni, ma quella che forse più si avvicina (purtroppo) è quella che propone Valigia Blu. Il minuzioso lavoro di sintesi di Angelo Romano prova a mappare una probabile timeline suddivisa in 3 step fondamentali:

  1. Messa in sicurezza Covid della “cerchia stretta”
  2. Messa in sicurezza Covid della propria area geografica
  3. Immunità di gregge raggiunta su scala internazionale

Ognuno di questi traguardi chiaramente è soggetto a un’infinita quantità di variabili che ne possono condizionare il raggiungimento. Molto passerà per come il Coronavirus Covid 19 muterà, quale sarà l’efficacia dei vaccini e se e come tutti i Paesi del mondo avranno accesso a questi. Le cronache ci raccontano perfettamente di come quest’ultimo tema sia particolarmente dibattuto in questo periodo: le case farmaceutiche stanno producendo “al ribasso” rispetto a una prima stima fornita negli scorsi mesi e alcuni Stati hanno de facto iniziato a commissionare di più per loro, togliendo inevitabilmente ad altri. Una situazione che ha portato l’Economist Intelligence Unit a prevedere che la quasi totalità dell’Africa raggiungerà solo nel 2023 la copertura vaccinale che gli Stati Uniti e gran parte dell’Europa raggiungerà a fine 2021.

Gli Stati corrono ai ripari

Quindi, quando si potrà tornare a viaggiare? Dando per assunto che i vaccini “saranno in grado di prevenire l’infezione e la trasmissione quasi come prevengono le malattie sintomatiche”, assunto fondamentale tutto però ancora da dimostrare, è possibile credere che tanto i Governi esteri che i big player della mobilità si dotino di sistemi ad hoc per garantire il libero transito dei soggetti già vaccinati da/per Paesi ritenuti sicuri. Allo stato attuale dei fatti, ricorda sempre l’articolo di Valigia Blu, Danimarca e Svezia sono pronti a lanciare un “passaporto digitale” che certifichi l’avvenuta vaccinazione dei loro cittadini e alcune compagnie aeree (Emirates e Etihad) sulla stessa linea si avvarranno di una sorta di pass digitale di viaggio.

Una data, quindi, non c’è. Questa è la verità. Verosimile presupporre che se tutto va bene già entro fine 2021 parte del mondo sarà “riaperto” ai vaccinati. Ma, prima di tornare a una vera e propria libertà globale, è lecito immaginare che se ne parli per fine 2022 – inizio 2023.

Bisogna inoltre aggiungere che lo stop prolungato ha messo a dura prova anche gli host e le compagnie aeree low-cost. Quindi, anche tornando a poter prendere un aereo in sicurezza e andare a fare vacanze senza problemi di sorta, una accessibilità economica al turismo come quella antepandemica potrebbe essere ancora un miraggio.

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