Il giorno in cui è finita la straordinaria e controversa vita terrena di Diego Armando Maradona, i napoletani in cerca di un luogo dove ricordarlo si sono riversati a via De Deo, in quell’area conosciuta come Quartieri Spagnoli. Poco dopo, le telecamere delle tv di tutto il mondo hanno iniziato a trasmettere le immagini del cordoglio da quella strada, piena di murales e altri oggetti e cimeli della Napoli che ama il calcio e del suo indiscusso eroe. Tutti arrivano lì, in quello spiazzo tra gli antichi palazzi del quartiere che, all’epoca della dominazione spagnola, ospitava le guarnigioni militari straniere.

Il perché è legato a un murales, uno dei più famosi d’Italia, realizzato dal compianto Mario Filardi.

Questa storia lega con un sottile filo rosso Napoli e l’Argentina, il calcio e la street-art.

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Il murales di Diego Armando Maradona ai Quartieri Spagnoli (ph. Antonio Cerbone)

Il murales originale non era infatti come lo vedete ora.

Il secondo scudetto

L’opera originale, infatti, risale alla primavera del ’90, quando il Napoli di Maradona e Careca conquistava il secondo (e ad ora ultimo) Scudetto della sua storia. Filardi, che nella vita faceva il cameriere, tirò su a mò di omaggio sulla facciata di quel palazzo a via De Deo un Maradona quasi “cartone animato” destinato, però, ad essere pian piano abbandonato a sé stesso.

Addirittura, ad un certo punto di questa storia venne aperta (pare abusivamente) una finestra sul volto di Diego Armando Maradona con una precisione quasi imbarazzante. Il murales era ormai andato.

Il primo restauro

Salvatore Iodice, falegname e artista con bottega ai Quartieri, decise che quel Maradona così combinato non poteva più starci. Si fece promotore in prima persona del restauro del murales, raccogliendo i soldi e le dovute autorizzazioni, e si mise al lavoro. Sulla finestra, dopo un po’, comparve finalmente di nuovo il volto di Diego Maradona. Sempre stilizzato, rispettando il concept originale di Filardi.

Oggi, invece, vedete che il volto del Pibe è di un realismo straordinario. Come mai?

L’arrivo di Francisco Bosoletti

Napoli è una città in cui la street art è storicamente presente e radicata. Le suggestioni partenopee non hanno lasciato indifferenti gli street artist di ogni parte del mondo, tra cui forse il celebre in assoluto: la Madonna con la Pistola ai Tribunali è difatti una delle due opere di Banksy in Italia.

Francisco Bosoletti, nativo di Armstrong in Argentina, è uno street artist molto famoso a livello globale. Alla straordinaria arte e tecnica le sue opere abbinano una peculiarità: spesso sono in negativo. Inquadrando uno di questi murales con lo smartphone, infatti, viene restituita all’opera colore e vita.

Dello straordinario talento dell’argentino Bosoletti, come quello di Diego Maradona, se ne trova traccia ancora in diversi angoli della città. Materdei, Sanità e – appunto – Quartieri Spagnoli. In via De Deo Bosoletti aveva individuato la facciata di un palazzo che si prestava perfettamente a nascondere nel contesto urbano e al contempo far spiccare la sua Iside.

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Iside, di Francisco Bosoletti, nei Quartieri Spagnoli

Il maestoso murales, di forte impatto emotivo, è la reinterpretazione di Bosoletti della Pudicizia del Corradini, straordinaria scultura commissionata dal principe Raimondo De Sangro che troverete nel museo privato di Cappella Sansevero a Napoli (dove è custodito il famoso Cristo Velato, l’opera più visitata nel capoluogo partenopeo).

Della sua opera, Bosoletti scrive:

“Iside” intende onorare la femminile potenza creatrice, la Natura che ama nascondersi e che con il suo velo abbaglia i nostri occhi mortali, la Grande Dea Madre, Colei che sa.

A Napoli il culto di Iside è antichissimo. Il suo nome in geroglifico è un trono, ventre materno che accoglie la Vita e archetipo delle nostre Madonne.

Francisco Bosoletti

Il murales è stato inaugurato nel 2017. Voltando lo sguardo a sinistra osservando Iside, però, c’è Maradona.

Una volta lì ai Quartieri, Bosoletti “accolse” la volontà popolare. Cercò Iodice e ottenne il suo “permesso”. Poi si mise all’opera e donò alla città di Napoli il volto di Maradona come è conosciuto oggi, che campeggia sul suo corpo originale.

Il volto di Maradona realizzato da Francisco Bosoletti

Mercoledì 25 novembre 2020, intorno alle 17.15, si sparge in città – zona rossa – la notizia che Diego Armando Maradona è morto. Via De Deo, diventa meta di pellegrinaggio dei tifosi che hanno perso praticamente uno di famiglia, un pezzo della storia di tanti. Il Maradona e la Pudicizia, sul volto dei palazzi che circondano lo spiazzo, osservano in silenzio.

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