Con la storica pronuncia del Consiglio di Stato turco e l’atto firmato e voluto da Erdogan, dopo 86 anni la Basilica di Santa Sofia non è più un museo laico ma una moschea.

Come vi avevamo anticipato in questo post, in cui abbiamo sperato invano che lo status di Santa Sofia non cambiasse, i cambiamenti sono comunque destinati a essere a basso impatto per i turisti.

La trasformazione del Museo della Basilica di Santa Sofia in moschea di Ayasofia di fatto è soprattutto un gesto dal forte impatto simbolico, ed è da parte di Erdogan il tener fede a una promessa fatta durante la campagna elettorale. Ma, per chi avesse visto in questa scelta l’innesco di uno scenario apocalittico da guerra santa con tanto di simboli cristiani distrutti, la realtà è ben diversa.

Le conferme arrivano da Ibrahim Kalin, portavoce di Erdogan, e anticipano la prima preghiera del prossimo venerdì. Alcune indicazioni sono arrivate anche dai profili social, segutissimi e curatissimi, di Istanbul.

  • Le rappresentazioni cristiane, come i mosaici di Hagia Sophia, non saranno coperte né distrutte.
  • Le aree di culto e visite saranno separate. ⠀
  • Hagia Sophia diverrà ad ingresso gratuito, come del resto tutti i luoghi di culto sul suolo turco.
  • C’è spazio anche per una nota sulla gattina Gli, un po’ la mascotte di Hagia Sophia, che “continuerà ad accogliere i suoi ospiti a casa sua”.

Durante le celebrazioni musulmane, i simboli cattolici verranno semplicemente coperti. Ma resteranno comunque fruibili per i visitatori.

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