Sebbene si identifichi il quartiere ebraico di Cracovia col Kazimierz, è a Podgórze che la città registra la ferita più profonda della Shoah ancora tangibile. Podgórze è un quartiere che finora è stato meno battuto dai turisti in viaggio a Cracovia e preserva così la sua identità, regalando spettacoli inaspettati e fuori dagli itinerari turistici: si pensi alle architetture del palazzo Parigino di inizio ‘900 o l’antica Chiesa di San Bernardo.

Ma Podgórze è soprattutto il quartiere del Ghetto Ebraico di Cracovia. In città, prima del 1940, la comunità ebraica era numerosa (si stima tra i 60 e gli 80mila abitanti), ma con l’occupazione tedesca gli ebrei di Cracovia vennero per la maggior parte “reinsediati“. I 15mila che ottennero il permesso di restare vennero trasferiti tutti nel ghetto ricavato al centro di Podgórze, con fulcro in plac Bohaterów Getta (dove venivano radunati prima di essere deportati).

Praticamente, vennero chiusi in una prigione tra palazzi a cielo aperto, delimitata da filo spinato e recinzioni elettrificate.

Plac Bohaterów Getta

Emblema del Ghetto era plac Zgody (Piazza della Concordia), quella che oggi conosciamo come Plac Bohaterów Getta (Piazza degli Eroi del Ghetto). Da qui venivano radunati gli ebrei destinati ai campi di concentramento. Qui parte la liquidazione del Ghetto in cui vennero uccisi almeno 2000 ebrei considerati dalle SS inabili al lavoro (tra cui anziani e bambini) mentre altri 8000 vennero trasferiti tra Plaszów e Birkenau (dove perlopiù trovarono la morte).

Oggi la Piazza degli Eroi del Ghetto ospita un’installazione artistica permanente: file di sedie vuote ed equidistanti. L’opera porta la firma di Piotr Lewicki e Kazimierz Latak, probabilmente ispirati dalla foto d’epoca raffigurante una bambina che, durante la ghettizzazione, trascinava con sé la sua sediolina.

Installazione sedie Piazza degli Eroi del Ghetto

La Farmacia dell’Aquila a Cracovia

Se siete arrivati in Plac Bohaterów Getta lasciate che la direzione delle sedie guidi il vostro sguardo. Nell’angolo a sud ovest della piazza scorgerete l’insegna di una farmacia: è Apteka pod Orłem (Farmacia dell’Aquila o anche Farmacia sotto l’Aquila) e, al pari della fabbrica di Schindler (che è a pochi isolati da qui), racconta la storia di un altro eroe.

Tadeusz Pankiewicz, durante la ghettizzazione, decise di restare nel Ghetto coraggiosamente (adducendo come motivo l’utilità di una farmacia in caso di pandemia) e il suo esercizio divenne in quegli anni bui un luogo di speranza. Aperta H24, ospitava riunioni segrete e permetteva di introdurre nel ghetto viveri, medicine, finanche documenti falsi. Tutta la storia Pankiewicz la racconta di suo pugno in un libro: La farmacia del ghetto di Cracovia.

Attualmente la Farmacia dell’Aquila è un museo, visitabile al prezzo di 14 złoty (al cambio attuale 3,10 euro), restaurato per restituire l’aspetto della farmacia all’epoca e ricco di documenti e testimonianze degli anni del Ghetto.

+ Sito Ufficiale (con indicazioni di orari di apertura e riduzioni)

Farmacia sotto l’Aquila di Cracovia, l’ingresso

Il ponte pedonale di Padre Bernatek

Si può arrivare a Podgórze, oltre che con il trasporto pubblico e con gli immancabili Uber, tranquillamente a piedi proseguendo dal Kazimierz verso sud.

C’è un ponte che collega il Kazimierz a Podgórze, attraversando il fiume Wisla (Vistola). È il Kładka Ojca Bernatka (ponte di Padre Bernatek), passaggio pedonale progettato da Andrzej Getter e che ospita – dal 2016 – le sculture “gravitazionali” di Jerzy Kedziora.

Ponte Father Bernatek di Cracovia
Il ponte di Padre Bernatek, con le sculture gravitazionali raffiguranti atleti.

Il ponte, da solo, ha di fatto esteso il centro turistico di Cracovia, trasformando le due aree connesse in un unico, affascinante itinerario nel segno della memoria.

Un solo, semplice ponte.

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