Avete intenzione di regalarvi un viaggio a Cracovia dopo aver scoperto da amici, parenti o tramite il web che la città polacca è un piccolo gioiello che un traveller non può non conoscere?

Fate bene: Cracovia è stupenda. Facilmente raggiungibile, ben connessa, la seconda città polacca offre spunti molteplici d’interesse. Inoltre, il cambio a noi italiani favorevole con lo zlotny e un costo della vita molto basso la rendono un’ottima soluzione da un punto di vista economico per regalarsi qualche giorno senza svenarsi.

Dicevamo, spunti molteplici. Il confronto con questa realtà europea, dove i segni di guerre e dominazioni del ‘900 permeano indelebilmente tutto il tessuto urbano e sociale cittadino, non fanno ombra a due millenni che ancora si lasciano raccontare dalle importanti testimonianze sparse in giro per la città, attorno a cui si tramandano suggestive leggende. Ecco alcune leggende che dovete assolutamente conoscere prima di arrivare ai piedi della Basilica di Santa Maria.

1. La storia delle Torri della Basilica di Santa Maria

Il centro storico (Stare Miasto) di Cracovia è veramente bello e curato, ed è il cuore della vita turistica della città. Cuore dello stare miasto è Rynek Główny: 200 metri per lato la rendono la più grande piazza medievale d’Europa.

Sulla piazza, ad est, affaccia la struttura simbolo della città, sicuramente la più nota ai turisti: la Basilica di Santa Maria (Kościół Mariacki).

Basilica di Santa Maria nel Rynek Glowny, Cracovia
La Basilica di Santa Maria, vista da uno degli ingressi laterali del Mercato dei Tessuti

Una delle caratteristiche che balza subito agli occhi dell’imponente chiesa, mentre la si guarda dalla piazza, è la disparità di altezza (e di stile) delle due torri.

La nostra prima leggenda inizia proprio da qui. Narra che la realizzazione di queste torri fu affidata a due fratelli che ben presto entrarono in competizione tra loro, per chi riuscisse a erigere la torre più alta. Una sfida che degenerò in tragedia: battuto dal maggiore dei due, il minore in preda alla rabbia derivante dalla sconfitta lo accoltellò. Preso dal rimorso, con la stessa lama si tolse la vita. Le torri, da allora, restarono quindi di altezza diversa ma, a ricordo di quel tragico evento, da uno degli ingressi al Sukiennice (l’edificio centrale del Rynek Główny un tempo dedicato al mercato dei tessuti) il coltello con cui venne perpetrato il fraticidio penzola ancora.

La verità, probabilmente, è un’altra. Partiamo dal coltello: è molto probabile che simboleggiasse l’adesione di Cracovia al diritto di Magdeburgo e quindi a uno dei suoi principi cardine: “chi sbaglia paga”. Le due torri, invece, erano state così progettate perché assolvono a due compiti totalmente diversi: la più bassa era (ed è) campanaria, mentre l’altra, che oggi arriva a 81 metri definendo l’altezza della Basilica, era di guardia. Ed è proprio dall’alto di questa torre che parte un’altra leggenda di Cracovia che ancora oggi affascina i turisti.

Rynek Główny
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2. La tromba “interrotta” dell’Hejnał

Dalla torre di guardia della Basilica di Santa Maria, a cadenza di un’ora e per quattro volte, una per lato d’affaccio, un trombettiere suona l’Hejnał, la “chiamata a raccolta”.

Della complessità della storia di Cracovia abbiamo già accennato. La città non ha mai avuto vita facile ed è spesso stata terreno di conquista. Più di una volta i tatari provenienti da est la invasero e la misero in ginocchio.

Nel 1241 una sentinella dalla Torre di Guardia avvistò i tatari e iniziò a suonare l’Hejnał per avvisare il popolo dell’attacco imminente. Ma riuscì solo in parte: dopo poche note una freccia gli trafisse la gola.

Ancora oggi, la melodia si interrompe dopo poche note nel bel mezzo della battuta, restando incompiuta.

Basilica di Santa Maria
plac Mariacki 5, Cracovia
info: mariacki.com/en
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3. Il Drago del Wawel

Vi basteranno pochi minuti di passeggio nello Stare Miasto per accorgervene: Cracovia è la città dei draghi. Questo rapporto a doppio filo tra l’ex capitale polacca e la creatura mitologica si perde agli albori dei tempi: già secoli fa la leggenda narrava di un sovrano, Krakus, che fondò la città sulla caverna di un drago. Vero è che il primo insediamento della tribù dei vistoliani è individuato proprio sulla collina del Wawel.

Percorrendo il centro storico verso sud, la collina di 228 metri di altezza circa vi si parerà davanti. Il castello che ora vi sorge è una tappa obbligata per ogni turista che arriva in città (occhio alle code, agli orari di apertura e alle prenotazioni da effettuare per vedere i singoli luoghi d’interesse del complesso!).

Il Wawel

Ai suoi piedi, lungo il fiume Vistola, troverete un’installazione molto particolare raffigurante un drago. La sua peculiarità è che sputa fuoco vero. La potete raggiungere sia costeggiando il fiume che attraversando dei passaggi direttamente dalla collina del Wawel, nei pressi del muro di cinta, che arrivano proprio nel luogo che un tempo sarebbe stato la tana del drago.

Turisti drago del Wawel Cracovia
Noi e la statua del Drago del Wawel

Il drago del Wawel, Smok Wawelski, è il protagonista (cattivo) di una delle leggende più antiche e suggestive della storia di Cracovia, una favola in pieno stile con tanto di principesse, eroi e re.

C’era un drago cattivo che imperversava attorno al Wawel, seminando morte e distruzione. Per placare la sua ira, di tanto in tanto venivano portate all’ingresso della grotta delle donne giovani e aggraziate, praticamente date a lui in sacrificio. Il re, stanco di questa situazione, decise di concedere la mano di sua figlia a chiunque riuscisse a “liberarlo dal problema”.

Non un cavaliere o un nobile risposero a tale richiesta, ma solo un umile calzolaio (in realtà negli anni si è un po’ persa l’idea di cosa facesse e come si chiamasse realmente l’uomo: stando al portale turistico ufficiale di Cracovia si chiamava Skuba). Questi agì d’astuzia: imbottì una pecora di zolfo e la portò all’ingresso della grotta dove Smok viveva.

Il drago divorò la preda in un sol boccone, e venne così assalito da una irrefrenabile sete. Si portò verso il fiume e bevve così tanta acqua da esplodere.

Smok Wawelski
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4. La scoperta di Wieliczka

Andare a Cracovia e non visitare Wieliczka è come andare a Parigi e perdersi Versailles. La tappa obbligata (non è difficile da raggiungere: treno e Uber sono veloci ed economici) è alle Miniere di Sale, che detto così possono sembrarvi una cosa come tante. Sappiate che ogni anno le visitano quasi un milione di persone rendendole uno dei siti più richiesti dell’intera Polonia (e meglio attrezzato). Le visite turistiche coprono una minuscola parte dell’insieme di cunicoli e gallerie che compongono la “Cattedrale sotterranea di Sale della Polonia“, dal 1978 Bene dell’Umanità UNESCO.

Prima di diventare meta turistica, per secoli la miniera di Wieliczka ha giocato un ruolo chiave nell’economia di Cracovia. L’estrazione del sale, in tempi antichi, voleva dire ricchezza e prosperità: non a caso il sale è ritenuto ancora oggi un portafortuna.

Miniere di sale di Wieliczka, cappella sotterranea di sale Kinga
La Chapel Kinga, basilica sotterranea scavata nel sale di Wieliczka e simbolo delle Miniere

Come ogni cosa che desti interesse a Cracovia, anche per le Miniere di Sale (Kopalnia Soli) c’è una leggenda che riguarda la loro scoperta, e risale al tredicesimo secolo d.C.

Kinga, figlia del Re d’Ungheria, era destinata ad andare in sposa – benché riluttante – al re di Cracovia, Boleslao V (passato alla storia come il Casto). Prima di partire per le terre polacche chiese al padre in dono una miniera di sale. Vi si recò, lì in Ungheria, e vi gettò il suo anello di matrimonio.

Arrivata nei pressi di Cracovia, indicò alla gente del luogo un punto preciso e ordinò di scavare. I polacchi obbedirono e vi trovarono il sale.

Nel primo cristallo estratto, narra la leggenda, c’era anche l’anello di matrimonio che Kinga aveva gettato nella miniera ungherese.

Santa Kinga di Polonia, patrona di Polonia e Lituania e protettrice dei minatori, è una delle figure più importanti della storia di Cracovia. Dedicò la sua vita alla carità cristiana e alla morte del marito decise di vendere tutti i suoi possedimenti per i bisognosi e andare in clausura.

La straordinaria Basilica sotterranea, simbolo delle Miniere di Wieliczka, prende proprio il nome di Chapel Kinga.

L'Ultima Cena, capolavoro di Leonardo, scolpito nel sale nella Chapel Kinga di Wieliczka
L’Ultima Cena, capolavoro di Leonardo, scolpito nel sale nella Chapel Kinga di Wieliczka

Miniere di Sale di Wieliczka
Daniłowicza 10, 32-020 Wieliczka, Polonia
info e prenotazioni (IT): https://www.minieradisalewieliczka.it/
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